passeggiavo sotto i portici facendo spallucce per coprire dal freddo più parte di collo possibile con la mia mega sciarpa che in realtà è uno scialle. nel mentre una mini voce mi parlava parlava parlava e intanto io sfogliavo leggevo a voce alta Ti amo ma posso spiegarti di Guido Catalano.
ci sono momenti in cui mi interrogo sul senso della condivisione. con dividere. dividere qualcosa con qualcuno. che sia una passeggiata una poesia una pizzetta.
la mini voce tempo fa mi ha spiattellato questa cosa. che io sono fatta così cioè che in una qualsivoglia relazione condivido condivido condivido finchè smetto di punto in bianco e lascio la persona piena di me ma senza me. una cosa del genere insomma.
non deve essere molto bello accompagnarmi. o comunque non deve esserlo più da un certo punto in poi.
la scrittura è la cosa più vicina al silenzio che io conosca e possa praticare in questo momento in cui.







teniamoci stretti che c’è vento forte
che ci porta via
teniamoci stretti facciamoci stretti
abbracciamoci coi bracci
aggambiamoci con le gambe
addentiamoci
annodiamo i nostri capelli ai nostri capelli
incastriamoci le dita dei piedi
diamoci le mani
guardiamoci senza mai dimenticarci di guardarci
dentro gli occhi
c’è un vento così forte
che ci porta via
teniamoci stretti che c’è vento forte
ancoriamoci
l’una all’altro
l’altro all’una
finché non calma
e se non calma
perché potrebbe non calmare – bada – potrebbe
se ci molliamo
saremo scaraventati via lontano
sarà poi difficile trovarci
forse impossibile
dimenticheremo le nostre voci
le nostre facce
dimenticheremo ciò che ci piaceva dirci e farci
dunque ancoriàmoci
bellezza mia
ti tengo stretta
mia unica bellezza
che tu mi tieni
ed io sia maledetto
se mollo questa presa di salvezza.
Guido Catalano