è sempre lunedì quando si smette di fumare.
e si cammina sulle cicche consumate dalle bugie bianche, avvertendo una pioggerella lenta nell’aria che ci bagna l’ultimo tiro. e si cammina con le spalle richiuse e montagne di paure messe sopra, croci, con la preghiera di perderne qualcuna per strada.
si compra la musica che non ci parla con la certezza che parlerà ugualmente al nostro cuore e lo farà sanguinare anche stavolta. ci si porta cocci cocci a ristrutturare. si resta nudi a mostrare le cicatrici che giorno dopo giorno si era provveduto a seppellire con ceneri e cipria. dopo averle guardate noi soli allo specchio per ore per minuti per secondi. anche fosse solo per attimi. le cose, le cose meno belle che sono le nostre, che ci hanno fatto, che ci fanno, che sono noi. tagli. brutturie. le cose brutte.
prima o poi ci si farà l’abitudine.
è di lunedì che cerchiamo un tetto che sia una casa, un letto che sia calore di corpo, una persona che sia il nido in cui. torniamo al punto di partenza. cerchiamo un nido che sia un tetto forse. una cazzo di cosa bella a tutto tondo. perfetta dove la perfezione non esiste.
come i cani sotto il porticato avvertiamo pericoli a distanza stando con la pancia attaccata al terreno per sentirne le vibrazioni, come i gatti abbiamo i peli irti e tessiamo le unghie sulle tende e le tende sulle unghie in attesa di. sbagli. colpe. colpe che sono sbagli. sbagli che sono colpe.
siamo sordi a cui cercano di parlare. muti che parlano in silenzio. la nostra integrità non è affatto integra. e la nostra severità e la nostra coscenziosità sono insipide come un brodo di dado. rendiamo le persone infelici di amarci con amore. l’amore che pare debba essere un compromesso sempre. l’amore preso con le pinze. l’amore infilato dalla punta.
sarà ancora lunedì quando ci renderemo conto che manca poco a natale. e si appenderanno belle palle di niente a begli alberi di niente.





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