poi, quando la primalba aveva rischiarato la camera,
s’era rialzata sul gomito per guardare Giovanni che dormiva:
nel tenue chiarore il viso bruno di lui si distingueva appena,
ed ella lo contemplava come un paesaggio amato nell’infanzia
dal quale dovesse staccarsi
per sempre.
(Alba de Céspedes)
il viso bruno di lui. la barba che ti pizzica. le mani. le grotte che ci proteggono. gli anelli riposti. quelli nascosti. quelli che sono delle forchette. la vita che ti arrotola e ti manda giù d’un colpo. la scarpetta. le somiglianze che ti ricordano. e i ricordi da dimenticare. e altri che non li so più se c’ero anche io. presente. da non rovinare da inventare da costruire silenziosamente costruire. i mattoni che non si spostano da soli. le misticanze delle stanze dei quadri dei letti. il freddo della notte. le foglie d’autunno. il vento. il vento che soffiando dal nord porta giù quel profumo. un cappello che vola. uno che resta. uno che vuole comunque restare.





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