briciolasbriciolatabriciola e mal d'amour28.01.08
Cuore di Briciola

amore mio, non sempre tutto volge per il verso giusto

- non scrivi più niente.
- non è vero..

ma non è soltanto a causa del maltempo
se il raccolto è andato perso.

– che c’è? hai bisogno di soffrire un pò?
- ..

ed è buffo come a volte il tempo scorre meglio del previsto

- ..
- ma no.
- mh.
- ho bisogno di tempo, spalla, baby, one, two, three.

un panico incombente ci costringe ad addomesticare un sorriso
un benessere improvviso.

SONO FELICE.

è forse una remota speranza la felicità?

potrebbe rivotecarsi il cielo a questo punto potrebbe
cascare il mondo intero e la luna potrebbe
farsi sorrisetto triste la luna
la luna potrebbe
farsi fossetta del volto tuo.
(comepotrebbepiovereaghiaccioloadessoperunaparoladettatroppoingenuamente.

P I U M I N O).

godersi il sole in dicembre,
non molto lontano da qui nevica.

le mezze stagioni si sono perse per strada. il caldo si è fatto ricordo. le giacche di pelle si sono fatte meringhe. non molto lontano da qui.

non molto lontano da qui la gente escogita affannose corse
in preda all’ansia di tornare al punto di partenza, e dimentica
il peso della posta in gioco, e il come e il quando mentre fuori piove.

c’ho l’anima appesa ad una parentesi d’amo(re). mi si apre e mi si chiude intorno alle maschere del quotidiano. alle unioni sacre che hanno ben poco di.

amore mio, non è una colpa il non saper gestire la gioia
e il fatto di trovarsi a proprio agio nel dolore e nella rassegnazione.

forse è vero che devo soffrire. o forse è che soffro comunque.
capita che gli occhi si incupiscono e il silenzio avvolge l’iride mia.
nessuno sa bene cosa scrivo.

ed è innaturale come a volte ci forziamo di ignorare
il gemito costante delle nostre reali inclinazioni:
il margine di errore di un’incessante sottrazione.

eppure lo faccio.
quando le cose da dire mi si assommano in testa.
proprio a me che ho studiato tutta la matematica per non dovermi mai sottrarre a niente e a nessuno.
eppure scrivo. per comunicare con quel poco che mi è stato insegnato che esistono altre lingue, altri generi.

è forse una remota speranza la felicità?
godersi il sole in dicembre, non molto lontano da qui nevica.
non molto lontano da qui la gente ostenta oscure stravaganze
in preda all’ansia di stupire, indossa le sue maschere
e dimentica quella del coraggio nel momento del rilancio.

ma la bellezza no. quella non si impara da nessuna parte. si nasconde sotto i cappelli, dietro le sciarpe.
se proprio proprio sei un@ fortunat@ capita che gentilmente ti sfiora.

non molto lontano da qui nevica.
non molto lontano da qui nevica.

solo che a lasciarsi sfiorare non tutti si trovano sempre pronti. quindi se c’è c’è e se non c’è evidentemente lì deve mancare.

(c. consoli – non molto lontano da qui)

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