stanotte stavo in un letto affollato talmente affollato che naturalmente mi è affiorato
un pensiero folle folletto torpino piccettino la nocciolina oui, c’est moi bonjour mondo, oggi me lo fai un regalo? è arrivato il pacco.. le galatine? che ne sai? le ho già finite MA! prova che schifo! puapuapua la deve smettere smettila tu e tu resta qui
immobile.. ou miu diu.. ma somiglia di brutto.. nella gente speravo.. che pena.. penone? benjamin bottone l’ho già visto prendi le gommose? e il tiramisù al cocco? l’incesto.. amen!
la vita è troppo breve per non c’ho n’euro e fa freddo metti l’altro piumino se fa caldo vado di là pulisco il tavolo? oh briciola è scaduto, che vuoi fare? il cuore di cane? non vuole più concedere l’immagine il piccolo principe allora in copertina speriamo per fine aprile marzo si stampa ah la fiera di torino ah idefix ah me la presti? al parco di parigi ritratto ritocco finale lasciami in pace originale ci metto la password mi vergogno lasciami stare si opera? lasciami mollami e basta e tu
a
luci rosse tu
resta
stai
dai
andiamo
a
farla
insieme
io e tu
e il letto affollato che
tu ne occupavi gran parte. loro transitavano, eppure.







mi è venuto mal di testa giuro.
uacciuariuari uacciuariuari
Eh sì, molte volte è difficile capire i nostri stessi pensieri.
Capita spesso che i ricordi e le sensazioni, nonchè i ricordi delle sensazioni che abbiamo provato con alcune persone, “ingombrino” i nostri pensieri.
Ed il linguaggio di ognuno (fosse pure quello joyciano, cui tu fai bene il verso) fa quel che può.
Ma che importa? Importa almeno esprimere il disagio. E’ già MOLTO
(vuoi vedere che alla fine del tuo post non ho capito nulla)?