il mercato e le cose vecchie. i pupazzi e le bambole. le bambole
bambole
bambole. nella vetrina sul naviglio un abito diverso,
un misto di nuovo e di antico insieme.
lui, sa di pane lui. sa di una roba buona e calda.
lei, sa di non sapere lei. si chiede quanto le costerebbe (adesso) cambiare ancora un altro profumo.
vento sulla [...]
Archivio per September, 2008
you are my sweetest downfall
I loved you first, I loved you first
beneath the sheets of paper lies my truth
I have to go, I have to go
your hair was long when we first met
Samson went back to bed
not much hair left on his head
he ate a slice of wonder bread and went right back to bed
and [...]
ognuno di noi può avere nel passato delle macchie, ciò non toglie che chi intraprende la via della consapevolezza e dell’amore, è già senza macchia. rimanere nella paura di ciò che si è fatto e continuarsi a biasimare, mettendo paura su paura, odio su odio, non farà smettere di ripetersi e riproporsi ciò che ci [...]
come sempre sei nell’aria sei
i ricordi a volte sono ingombranti. ti fanno fare un passo indietro come i gamberetti. tagliano il fiato. l’aria da respirare.
ma sono veri? i ricordi sono veri?
io scelgo la verità.
è troppo comodo mettersi nel giusto.
è troppo comodo mettersi nel giusto?
ci vuole un fottuto coraggio a chiamare le cose con il [...]
credo nella vita sotto forma terrestre, tangibile, vagamente rotonda, meno sferica ai poli, dappertutto piena di orizzonti.
credo nelle nuvole, nelle loro pagine nitidamente scritte e negli alberi, soprattutto d’autunno.
(talvolta mi pare d’essere un albero).
(e. montejo)
sarà che tutto sommato il mio telefonino è dovuto ripassare in modalità Silenzioso. sarà che c’ho l’AspirinaC giusta al posto giusto, [...]
se avesse tenuto un diario del dolore l’unica voce sarebbe stata una parola: io.
un uomo crede di essere nel giusto
capitò per caso la prima mattina fredda di settembre.
lei le disse che lui poteva anche andare a fanculo. aveva perso la sua stima e la sua fiducia e altre parole camaleontiche.
Amore, in quel caso, non era nemmeno possibile contemplarlo.
e si sente più sicuro
la sentì molto, ma molto vicina. [...]
un giorno lo avvistò nel centro commerciale del quartiere con una donna che non riconobbe; le fu difficile identificare quel che provò: non esattamente gelosia, ma uno stupido senso di privazione, come se avesse visto qualcuno con addosso un suo vestito. (p. lively)
a chi ci vuole bene. e non c’ha il coraggio di dircelo.
se avessimo potuto sceglierci ci saremmo scelte migliori.
e invece siamo noi due.






