la fuga a volte riesce. altre volte fa solo piacere pensarci.
e chi resta non sempre fa la cosa giusta. (Mi-Va)
treno in corsa. tristitudini preterintenzionali. ma perchè?!
a leggere, oggi il coraggio non manca. eppure, gli spazi bianchi.. quei cazzo di spazi bianchi.
sono pause infinite, tra le parole di Henry e June. pagina. dopo. pagina. materializzano domande che non troveranno destino. non serve.. dimmi a che serve.
tanto sono terrorizzata da accenni di dolore che vado subito in apnea. tanto si muove sottopelle che mi si buca già il fiato.
piombo nell’aria. intenzioni represse sul monitor di cellulare. a non farmi male. almeno non più di così.. basta.
mi cascano gli occhi. mi casca il sorriso mi casca la faccia casca pure il ragazzo seduto davanti a me. senza fare rumore. non vuole disturbare la mia concentrazione contrazione con un suono minimal. neanche mi sono accorta che ha gli occhi verde speranza e giallo ocra come la t-shirt che indossa e mammamiaquantoèbelloquandoride.
la chiamavano chiusura verso il mondo.
filtro anche il particolato ma.
pier.
mi sfila il libro di mano, pier.
lo sguardo collima mentre brucia e spazza la bellezza. le pause scivolano via sui Perchè siamo qui Dove andiamo Pranziamo insieme ti va? trova spazio la sua freschezza sulla mia.
mancano le cose. inevitabilmente mancano da quando le ho trovate. e non sono sostituibili come le mie pile.
poi arrivano, nonostante i freni, poco più tardi di pier, su quel monitor incredulo e nostalgico insieme.
come un messaggio tra anime che passa comunque per l’aria.
come un cercarsi e non trovare.
come un come no.
oggi no.
sto andando verso giugno e ti prego, ti prego non mi fermare.





..






mi sei piaciuta, anche se anais nin mi piace meno.
un abbraccio, bri.
e chi ti ferma?
vai vai..
ciaoooooooo
@emma grazie, sei sempre fonte di ispirazione. o risposte.
@tupalladipelo vado a piacenza adesso. ci vediamo domani pomeriggio per il flauto traverso alla nutella.
cos’hai trovato mancarti?
@efraim(passando per emma) “quando manca il contesto possiamo sentirci liberi di pensare senza guide e di dare il senso che desideriamo alle cose.”
in questa stanza è così. si è liberi di credere quello che più si preferisce. che non sempre nella vita è permesso.
provo anche una certa soddisfazione a creare confusione o domanda, ti dico la verità. prrr
Quando vengo qui mi sento libera…perchè la fantasia inizia a volare senza limiti,senza freni.Ed è bello…nella vita di tutti i giorni non mi è piu’ permesso farlo.
Grazie x la briciola di sole….ce l’ho qui adesso…sul palmo della mano.1 bacio
bene. io provo grande soddisfazione a domandare, per tacere del con.fondermi…
@cuoresile più briciole per tutti..
@efraim io non ho paura delle domande. piuttosto del mio silenzio.
Ma il silenzio può anche essere una domanda, una risposta, e il loro incontro, come sopra “in noi”.
E non voglio farti paura.
@efraim il silenzio semplicemente illude. come cucirsi addosso risposte comode per vivere beati. come certe domande che si rifuggono per la paura di avere sbagliato. e dovere chiedere scusa.
su questo quasi concordo: il silenzio non esite, se non come selezione. ma può essere assenso solo quando c’è comprensione del medesimo senso.
Eppure, quando c’è condivisione, ne è la massima espressione (assieme alla musica dei respiri).
@efraim certamente nella condivisione è comunione o spasmo.
il silenzio non ha strade, cantava zarrillo, quello dell’elefante e la farfalla.
di fronte e di fianco a certi accostamenti, nicchio
@efraim nicchia nicchia..