Cuore di Briciola

Sono stanca,
il tempo che mi vive sembra galleggiare nell’aria come la più solida di queste bolle di sapone.
Sono avvolta, dai giorni, in parentesi di gioia immensa e immenso dolore.
Sono intrappolata,
ferma. Nell’orologio che mi hai regalato tu.
(così come tu sei. così come io sono.)

e di notte mi arrendo sempre prima. al contrario di te che da principio lo sei, per quanto ci riguarda.
e la mattina ti trovo lontano, più che altro in modo sparso,
tra righe marginali di testo e appunti di un viaggio mentale datato un anno fa. best before.
in quel periodo il mio mondo mi sbriciolava addosso il color nocciolina, aranciomarroncino come quello che c’ha il cuore duro delle mimose di marzo.

buongiorno mondo. oggi me lo fai un regalo? 
è festa, dai svegliami..

fuori c’è il sole. che vorrebbe illuminarmi e schiarirmi i pensieri distratti. dentro ’sta stanza solo la tua voce e l’eco della tua
voce riflessa di ciò che non vedo.
io
è un po’ che non ti vedo più, anche se. anche se,
non ti avevo visto andare via.

così, e allora, non ho potuto chiederti di stare. to stay. please stay.
non posso, ora, andare da nessuna parte, in nessun altro posto nel mondo, fuori da ’sta gabbia d’aria illusa. e rischiare di morire soffocata da i suoi no.
non rinascere, arcobaleno, nè diventare luna o stella. non posso fra tante restarti a guardare.
non posso sognare
diversamente, finchè tu resti ancora qui con me, in qualche meraviglioso modo che è solo il mio.

è ben poca certezza, ma spesso consola e rischiara. la bellezza.
(n.fabi)

una dolce agonia questa. in cui ho ascoltato e capito. che devo lasciarti essere. e vivere
l’essenza stessa della tua sfacciata libertà. senza poter però evadere il ricordo e risplendere, brillando
nei miei puntuali perchè.

Commenti

  • medita partenze

    Il :: 8/03/08 | alle :: 23:03 | Ha Detto:

    “buongiorno mondo. oggi me lo fai un regalo?”. pensa che gironzolando per il web proprio quel sottotitolo mi aveva attirato. un misto di determinazione e trepidazione, speranza e ricerca, ma anche richiesta sapendo di poter chiedere. ecco, mi sembra che c’è ancora tutto questo, ben vivo e pronto a vedere quel che succede!
    C’era un filosofo greco che aveva individuato un paradosso, il paradosso del “sorite”, per il quale sosteneva che è impossibile determinare il momento in cui, nella nostra percezione, singole cose che si sommano l’una all’altra diventano un “insieme”. Cioè capire quando un sassolino, due sassolini, etc. non sono più (ad es.) 13 sassolini ma un mucchietto (sorite) di sassolini? Sembra una stupidata, ma non lo è, soprattutto se provi ad applicarlo, ad esempio alle relazioni. ad esempio…

  • briciola

    Il :: 8/03/08 | alle :: 4:37 | Ha Detto:

    io non lo so quello che c’è, ancora. non lo so quello che resta. di me cosa resta. snocciolo e domande e risposte a senso unico.

    dei sassolini ho letto un’altra storia. parlava di un cuore di pietra marrone.

  • efraim

    Il :: 8/03/08 | alle :: 22:42 | Ha Detto:

    bello. ma la salvezza sta nel fatto. che da soli, io senza noi, non si è amore. Mentre ciascuno di noi ha bisogno e trisogno e di più d’esserlo e passarlo. Non basta sognarlo e risognarlo. E si fottano, se si fermano a sé, Eraclito, Parmenide, Zenone e pure Carneade, che era costui, ma non Quello. Non basta neanche avanzare, insomma e insottrazione; ma solo così. Si può sì.

  • briciola

    Il :: 8/03/08 | alle :: 22:50 | Ha Detto:

    @efraim bello. il trisogno..

  • efraim

    Il :: 8/03/08 | alle :: 22:55 | Ha Detto:

    neanch’..

  • ca'

    Il :: 8/03/08 | alle :: 10:59 | Ha Detto:

    nada. de. nada. effettivamente… solo briciole. di parole. qua e là. il resto. sai.
    :D

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