in questi giorni di oscurantismo forzato -causa intervento laser ad eccimeri per vederci meglio- non faccio altro che dormire. ronf.
più dormo e più ho sonno.
più ho sonno e più sono stanca.
è un circolo vizioso questo, che mi vede o distesa sul letto in posizione fetale o spalmata sul letto a pancia in giù.
ça va sans dire.
il mio circondario è cosparso di oggetti di uso e consumo comune. garze sterili e smoccolanti medicinali ad alta digeribilità calmanti briciole diversamente abili note bibite ipercaloriche cellulari caramelle mou hot dog.
martedì mattina mi hanno operato all’occhio sinistro insomma. ed in quella occasione ero vestita chiaramente da sala operatoria.
la mia mise da sala operatoria comprendeva:
cuffietta per capelli verdino
camice verdino
copriscarpe verdino.
ero tutta abbinata e avevo persino un che di pornodottoressa.
il verdino mi dona terribilmente.
certo l’impressione hard regalatami dal colore suddetto è stata sconfitta presto dallo scotch con precise indicazioni per il Chirurgo che l’infermiera capa mi ha appiccicato in testa.
–> L’OCCHIO E’ QUESTO!<–
ad ogni modo l’attesa spasmodica che Lui intervenisse è stata attesa spasmodica a tutto tondo.
sono state quattro. lunghe. ore. di conversazione con i miei compagni d’avventura, ai confini della sala d’aspetto.
i miei simili -così simili ai puffi ma verdino- erano tutti vestiti uguali uguali a me, come si vuole all’asilo, e con lo scotch attaccato qua e là. ma soprattutto là.
mia madre stessa medesima ha stentato a riconoscemi in mezzo a quelli sparsi tra i funghi.
che dire di più! meno male che c’era molto da dire. cioè, ognuno aveva qualcosa da dire. e se non ce l’aveva la diceva lo stesso per non tradire lo spirito di gruppo.
io, capoclasse.
io, leader indiscussa.
io, reginetta dall’occhio vichingo. ho proposto un pic-nic indecente in corridoio e sono stata richiamata più volte all’ordine dall’infermiera capa.
l’infermiera capa mi ha fatto più volte l’occhiolino però.
nel corso della mattinata c’è stato un momento top esilarante. ma che dico esilarante? top. alle parole Ora vi racconto una barzelletta, tutti i concorrenti de Il Grande Oblò hanno spalancato l’iride dismessa.
una signora in sala parto.
medico -signò, ci ’sta na tecnica nuova ca sposchta tutti li dulur che tì tu alu padr di lu vajone. strign strign la mano di maritt. strign aess.
marito -amore non sento niente stringimi stringimi pure..
moglie -amore mio neanch’io neanch’io.
medico -iammè bell strign furt aess.
marito -stringi amore stringimi..
nascituro -ngueee.
il trio felice e contento torna a casa indolore.
una telefonata però annuncia presto la morte del loro giardiniere..
…
come non fa ridere!?
vabè. solo perchè io non la so raccontare..
che poi se volete c’ha pure la sua morale ’sta storia qua.
dice. diffidate. diffidate voi tutti, di chi ostenta l’amore l’amore l’amore mio.
la svalutazione del sentimento oggigiorno è imperante..
comunque dicevo. che si dicevano tante cose aspettando.
aspetta che ti aspetto, il parentato si era preoccupato parecchio. così noi operandi abbiamo iniziato a mandare segnali di fumo attraverso l’oblò, che ci separava un paio di metri dall’ugual dna, con richieste lecite di panini pizze o sudoku. c’erano ovviamente i belli di mamma (io, tra questi) che avevano pure i cellulari per mandare messaggi al mondo. preoccupato per.
l’intervento in se per se è stato rapido ed indolore (farò finta è chiaro, per non dirvi di quando mi hanno scartavetrato proprio l’occhio in questione per circa quattro volte se ho contato bene mentre svenivo dalla paura e dall’immobilizzo). la cosa che mi ha strambambito di più è stata passare da uno stato di bianco assoluto (durante il quale pensavo Toh dev’essere esattamente così quando si diventa ciechi ma non è il mio caso vero? vero? vero? vero? vero?) ad uno stato di ultravisionevioletta (nel quale c’erano tutti gli angeli del cielo intorno a me che ballavano l’alligalli).
è stata un’esperienza anomala a completare questo periodo anomalo che non è ancora completato.
amen.
ora come ora, vedo ancora sfocatino. quando riesco a tenere gli occhi aperti, s’intende.
e ogni quattro ore devo fare la medicazione.
no. non porto la benda.
no. non ci ho disegnato sopra a penna alcun occhio. ma avrei voluto tanto farlo. è da un anno che ho questa esigenza..
la medicazione, di cui sopra, consiste nello strizzarmi per benino due colliri diversi dove meglio credo. possibilmente in quella parte vichinga che mi hanno operato.
sono costretta ad alzarmi dal letto in quei frangenti lì -sbandando e sbriciolando a più riprese- ma ne approfitto per espletare tutti i miei bisogni in un ristretto raggio d’azione. tento anche di controllare la posta elettronica strabuzzando l’occhio sano da sotto gli occhiali alla Ray Charles.
mia madre cucina molto mentre io sonnecchio. quindi nei picchi di lucidità mi trascino a tavola e mangio molta roba al forno. anche se non sempre capisco se è davvero al forno..
in realtà, incosciente io, speravo di potermi dedicare ad altre tavole in questi giorni di degenza. disegnare corpi nudi, che tanto mi piace. ma niente..
sembra di avere una carta vetrata nell’occhio sinistro. quindi se non dormo, se non mangio, piango.
piangevo molto con sentimento, prima. piango molto senza, poi.
con senza senza con con senza senza con. ambarabàciccicocò.
dipende in maniera pesante e pressante dai messaggi ricevuti:
dai che adesso vedi pure attraverso i vestiti!
quindi tutto ok? insomma, sei ancora donna?!
ovviamente sono esclusi.
e meno male che ci sono tante belle persone intorno a me che mi vogliono bene per davvero e me lo dicono quando lo sentono e me lo dicono quando serve.
e no. non parlo degli angeli.
no. non ballano l’alligalli.
ma lo posso sempre proporre..
intanto
sempre e comunque sogno,
ad occhi a punta, un letto vuoto per metà. che non è il mio. e che me lo sono inventato io.
sempre amo, odiando ogni secondo, ciò che di me mio non è. e mai sarà.
ma
chi vivrà, -di certo e d’ora in avanti solo in meglio- vedrà.





..






non vedi, ma va che è bello ’sto post. Mi chiedevo. giusto ieri.
è più un vedo non vedo. che.
Guarda nessuno può capirti meglio di me piccola briciola. avevo pensato di scannerizzarmi l’occhio anche io (mi mancano 8 decimi dalla tenera età di 10 mesi) ma frugando per i blog ho capito che non sarebbe servito a cambiare i miei veri sentimenti verso la vita. Inoltre ritengo che le lentine abbiano ormai un ruolo portante nella mia triste vita vuota, e il liquido di soluzione unica mi porta alla memoria il liquido amniotico che indica un rigenerarsi della vita stessa, in un susseguirsi di emozioni antiche e nuove ma sempre intense e questo grazie alla miopia. che se è anche un pò TUApia.
Insomma, felice guarigione dolce briciola. Sono contenta che quest’esperienza ti abbia dato la forza di aprirti con il mondo esterno e di sodisfare la tua voglia di creatività in barzellette che personalmente trovo esilaranti.
Continua così, e non temere se mentre leggi un cartellone distante 3 metri ti senti improvvisamente sola senza le lentine. Un giorno torneranno a farti compagnia. Magari sotto mentite spoglie, ma tu saprai riconoscerle: siano esse lenticchie o tartarughe.
Allora un forte abbraccio.
PS: già ti voglio bene come una sorella, o forse di più.
@te sei imbarazzante.
Ma quindi…sei ancora donna, insomma?
troppo donna io. prr
la svalutazione del sentimento oggigiorno è imperante..
troppo vero…
domani ti telefono.
pronta. pronto?
e smettila di chiamarmi al telefono cantando ‘Giorgia’..io mi chiamo Silvia.e lo so che sei tu.
anche se non porti le mutandone.uuuahahaah.
questa la capiamo solo io e te.
uauauahaha e forse tu neanche.
ti amo.ricordatelo.
ciao briciola, auguri di pronta guarigione.
beh il verde sbatte anche me, sono olivastra, quindi sembra che una oliva venga piazzata dentro un bel cesto di foglie verdi.
lo scanner degli occhi dicono che serva.
facci sapere i risultati.
saluti.
@silvia ti canterei tutto tranne giorgia..
anch’io ti amo. come un coguaro della giungla. prrrrrr
tua.
@emma grazie per gli auguri. mi auguro di scannerizzare mari e mondi. poi.
gnegnegnegne
Ma hai anche una Guida per ciechi!Di che ti lamenti oh!!!???ahah
Una talpa..di solito è un cane..ma va’ bene ugualmente mia cara!
e chi si lamenta! il gelato oscuro è più buono al sole!
bacio