Cuore di Briciola

Era il venerdì santo quando fui conquistato dai vostri occhi e mi legai a voi. Non mi pareva il momento di difendermi dai colpi dell’amore, e per questo me ne andavo sicuro. L’amore mi trovò disarmato e trovò aperta la via che, tramite gli occhi, va al cuore: questo fu l’inizio delle mie sofferenze, diventate la fonte delle mie lacrime. Però, secondo me, non gli fu onorevole colpire me con una freccia mentre ero disarmato, e a voi Laura che eravate “armata” non vi fu onorevole non mostrare l’arco.

passeggiavo sotto i portici facendo spallucce per coprire dal freddo più parte di collo possibile con la mia mega sciarpa che in realtà è uno scialle. nel mentre una mini voce mi parlava parlava parlava e intanto io sfogliavo leggevo a voce alta Ti amo ma posso spiegarti di Guido Catalano.
ci sono momenti in cui mi interrogo sul senso della condivisione. con dividere. dividere qualcosa con qualcuno. che sia una passeggiata una poesia una pizzetta.
la mini voce tempo fa mi ha spiattellato questa cosa. che io sono fatta così cioè che in una qualsivoglia relazione condivido condivido condivido finchè smetto di punto in bianco e lascio la persona piena di me ma senza me. una cosa del genere insomma.
non deve essere molto bello accompagnarmi. o comunque non deve esserlo più da un certo punto in poi.

la scrittura è la cosa più vicina al silenzio che io conosca e possa praticare in questo momento in cui.

e penso che posso chiamare la mia costanza amore.

Continua a leggere ‘la persona giusta’

senza fretta ci arriva
qual fiore diffidente
a sorvegliare il sole
senza fare domande.

(M. Benedetti)

per le liti che apparentemente sembrano senza senso, per l’incapacità di lei di esprimere sentimenti, per l’orgoglio di entrambi, per la costanza con la quale lei lo respinge ma al tempo stesso non vuole lasciarlo andare, perchè lui c’è sempre e perchè lei è.

nei sogni in fondo a un pianto
nei giorni di silenzio.

c’ho un preavviso di dolore che non ci sto più dentro.
nei momenti di catarsi mi salti sempre in mente tu, il nostro legame antico che si è fatto eterna presenza. nodo indissolubile. ritorno.

eppure non ci sei.
eppure tu non esisti.
restano i miei occhi stanchi e chiusi su un sogno sognato male.

quando il sognatore muore, che ne è del sogno?
(A.B. Chandler)

tutto è stato necessario affinchè capissi che ciò che ho custodito per anni era la cosa che poi avrei continuato a desiderare per il resto della mia vita.
tutto è stato necessario affinchè potessi affrontare l’arte. dire per non dire. restare per non andare.
tutto è stato necessario affinchè arrivasse quella notte in cui mi scrisse sul corpo con un pennarello, tratteggiando il suo confine ed il mio confine.
tutto è stato necessario affinchè poi iniziasse a scrivere quella e quell’altra canzone. contessa miseria.
tutto è stato necessario affinchè capissi che la sorellanza è uno specchio fragile e il mio modo di proteggerlo non servirà a salvarlo dal mondo intero né da me.
tutto è stato necessario affinchè capissi che la persona che ci conosce di più al mondo è la propria madre anche se non c’è anche se non può anche se non sa.
tutto è stato necessario affinchè potessi amare di nuovo e (af)fidarmi e amare di nuovo e (af)fidarmi e spargermi in quello e quell’altro posto e perdere, lungo la strada, ogni parola fino a cadere nel mutismo.
tutto è stato necessario affinchè avessi una casa ed insieme non l’avessi più.
tutto è stato necessario affinchè potessi davvero perdonare qualcuno quando quello si è spogliato ad una ad una di tutte le sue viltà.

i vecchi giorni reclamano ancora qualcosa.

(Neruda)

 
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